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Professioni

Professore di scuola secondaria di I e II grado, Professoressa di scuola secondaria di I e II grado

Insegnante delle scuole secondarie, Insegnante di scuola media, Insegnante di scuola superiore, Insegnante di sostegno, Insegnante tecnico-pratico, Professore di sostegno nella scuole medie e superiori, Professore di scuole medie e superiori

Il PROFESSORE DI SCUOLE MEDIE e SUPERIORI insegna, rispettivamente, nella  scuola secondaria di primo o di secondo grado. L’insegnante è titolare di una cattedra, comprendente una o più materie, e lavora in una o più classi. L’insegnante prepara le lezioni (sulla base del programma indicato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e tenendo conto delle abilità ed interessi degli allievi), impartisce le lezioni alle classi, verifica l’apprendimento da parte degli studenti, contribuisce all’organizzazione dell’attività didattica, mantiene i rapporti con i genitori e concorre a tutte le attività necessarie per il buon funzionamento dell’organizzazione scolastica. L’insegnante ha la responsabilità sugli studenti nelle ore in cui la classe è a lui assegnata.

Il PROFESSORE DI SCUOLE MEDIE e SUPERIORI può occuparsi anche dell’organizzazione e della conduzione di corsi per adulti per il conseguimento della licenza media o del diploma di maturità.

Se appositamente specializzato ed abilitato, può essere INSEGNANTE di SOSTEGNO, con il compito di accompagnare gli studenti in condizioni di difficoltà cognitiva.

Esiste inoltre la figura dell’INSEGNANTE TECNICO-PRATICO (ITP) che insegna specifiche competenze di tipo tecnico o pratico nei laboratori delle scuole secondarie (principalmente istituti tecnici e professionali).

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Figure di prossimità

Quali norme regolano la professione

L’abilitazione alla professione è subordinata al superamento di un concorso pubblico nazionale, bandito con cadenza biennale e indetto su base regionale e interregionale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il candidato concorre per una singola classe di concorso, corrispondente a un insieme di insegnamenti.

L’accesso al concorso ha come requisiti il possesso del titolo di studio previsto per la classe di concorso di riferimento – generalmente una laurea magistrale – e il possesso di 24 crediti (CFU/CFA) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Le classi di concorso sono attualmente disciplinate dal Nuovo regolamento delle classi di concorso DPR 19/16 e dal decreto correttivo e integrativo DM 259/2017.L’accesso al concorso per INSEGNANTE di SOSTEGNO è subordinato alla frequenza di un corso di specializzazione per le attività di sostegno. Fino al 2024/2025 i candidati all’insegnamento tecnico-pratico sono esentati dal possesso dei 24 CFU. Le prove del concorso variano a seconda che ci si candidi per posti comuni o per posti di sostegno.

I vincitori del concorso sono abilitati alla professione di INSEGNANTE DELLE SCUOLE MEDIE e SUPERIORI e devono svolgere un periodo di prova annuale presso una scuola. A seguito di valutazione positiva del periodo di prova sono confermati in ruolo nella medesima scuola. Chi è già abilitato alla professione di insegnante può candidarsi per altre classi di concorso in occasione di concorsi successivi.

Livello EQF

VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli accademici

Dove lavora? Ambienti e organizzazione

**Dati i continui aggiornamenti della legislazione sulla scuola e l’insegnamento si consiglia di controllare la normativa vigente. Quanto riportato qui sotto è il risultato dello studio della normativa vigente fino a ottobre 2019**

 

SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO
Le scuole secondarie di primo grado si collocano tra la scuola primaria e la scuola secondaria di II grado, durano tre anni, e si articolano nell’ordinamento attuale in quattro indirizzi: indirizzo tradizionale (30-32 ore a settimana), indirizzo tempo pieno (36-40 ore a settimana), indirizzo musicale e indirizzo tempo pieno-musicale. Le discipline di insegnamento sono le seguenti: italiano, storia e geografia; matematica e scienze; lingua inglese; seconda lingua comunitaria; tecnologia; arte e immagine; scienze motorie e sportive; musica; religione cattolica oppure attività alternative; approfondimento in materie letterarie (o approfondimento in una materia a scelta nel tempo pieno). (Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dedicata del MIUR https://miur.gov.it/scuola-secondaria-di-primo-grado). 

 

ISTITUTI PROFESSIONALI
Gli istituti professionali formano gli studenti ad arti, mestieri e professioni considerate strategiche per l’economia del paese e sono perciò caratterizzati da una programmazione didattica volta a collegare direttamente gli indirizzi di studio ai settori produttivi di riferimento. Vi hanno luogo dunque una pluralità di insegnamenti pratici e laboratori (è il caso per esempio delle discipline di sala, ricevimento e cucina), che fanno sì che accanto ai professori curriculari vi insegnino anche numerosi insegnanti tecnico-pratici (ITP). Negli istituti professionali, a differenza degli istituti tecnici, gli ITP possono svolgere la propria attività in completa autonomia, e non necessitano della compresenza del docente curriculare. A seguito del decreto legislativo 61 del 13 aprile 2017 gli istituti professionali vengono concepiti come laboratori di ricerca, sperimentazione ed innovazione didattica. Mirano a realizzare percorsi di apprendimento personalizzati, a motivare, orientare e costruire il percorso formativo anche impiegando docenti tutor. (Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dedicata del MIUR https://www.miur.gov.it/web/guest/istituti-professionali ).

 

ISTITUTI TECNICI
Gli istituti tecnici sono scuole secondarie di II grado che mirano ad offrire una solida preparazione nelle discipline scientifiche e tecnologiche impiegate nei settori produttivi fondamentali. Pertanto, oltre alle cosiddette discipline di base (per esempio, italiano, storia, matematica, fisica, inglese, ecc.), vi vengono insegnate anche una pluralità di discipline scientifiche-tecnologiche, applicate nella pratica all’interno di laboratori. A fianco dei docenti curriculari, vi insegnano perciò anche insegnanti tecnico-pratici (ITP), che operano per lo più all’interno dei laboratori e che negli istituti tecnici devono lavorare in compresenza con il docente curriculare. (Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dedicata del MIUR https://www.miur.gov.it/web/guest/istituti-tecnici ).

 

LICEI
I licei si caratterizzano per l’offerta di un’ampia formazione culturale, incentrata in primo luogo su un insieme di discipline di base (letteratura, storia, filosofia, matematica, fisica, ecc.) e sull’approfondimento di materie umanistiche, scientifiche, artistiche, linguistiche, musicali, ecc. a seconda della tipologia di liceo. Nei licei prevalgono i professori di discipline (e di sostegno), mentre sono pochi gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), fanno eccezione perlopiù i licei artistici e musicali. Nell’attuale ordinamento, in seguito all’ultima riforma della struttura delle scuole superiori (Riforma Gelmini), esistono sei tipologie (indirizzi) di liceo: liceo artistico, liceo classico, liceo linguistico, liceo musicale e coreutico, liceo scientifico, liceo delle scienze umane. Il liceo artistico e il liceo delle scienze umane sono stati istituiti dalla Riforma Gelmini e sono gli eredi rispettivamente dell’Istituto d’arte e dell’Istituto magistrale. Anche il liceo musicale e coreutico, già esistente in diverse città (in stretta relazione o all’interno dei conservatori di musica), è stato definitivamente inserito nell’ordinamento scolastico dalla stessa riforma. (Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dedicata del MIUR https://www.miur.gov.it/web/guest/scuola-secondaria-di-secondo-grado ).

 

CENTRI TERRITORIALI PERMANENTI - SCUOLE SERALI
 centri territoriali permanenti (CTP) sono sedi deputate alla formazione per adulti e giovani adulti italiani e stranieri. I CTP sono aperti anche nelle fasce orarie serali e hanno un’offerta formativa che si articola principalmente sui seguenti ambiti: corsi per il conseguimento della licenza media (diploma di scuola superiore di I grado); corsi di alfabetizzazione funzionale in materie specifiche (principalmente lingue straniere e informatica di base); percorsi di orientamento al lavoro; percorsi per l’accesso all’istruzione secondaria superiore e/o per il conseguimento del diploma di maturità; corsi di integrazione linguistica e sociale per stranieri. I CTP svolgono la loro attività didattica in genere per il tramite di scuole associate.

 

SCUOLE PARITARIE
Le scuole paritarie sono scuole private accreditate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca: i diritti e i doveri degli studenti sono gli stessi rispetto alle scuole pubbliche (la regolare frequenza assolve l’obbligo di istruzione), così come lo sono le modalità dell’esame finale e il valore legale del titolo conseguito. Per insegnare nelle scuole paritarie è necessario essere in possesso dell’abilitazione. Anche senza l’abilitazione è tuttavia possibile essere chiamati ad insegnare a tempo determinato.

 

 

ENTI ED AGENZIE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (ACCREDITATI DALLE REGIONI)
Si tratta di enti accreditati dalla Regioni, che forniscono servizi formativi per il conseguimento di una qualifica professionale, nonché altri servizi come per esempio quelli di orientamento. Alcuni enti di formazione professionale offrono anche percorsi formativi (triennali) che concorrono all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Per insegnare negli enti di formazione professionale è necessario avere un diploma di laurea (o di scuola secondaria) correlato alle discipline (o mestieri) insegnate(i). Nello specifico, per insegnare le cosiddette discipline di base (italiano, storia, matematica, inglese, ecc.) nei corsi di formazione professionale che concorrono all’assolvimento dell’obbligo scolastico, è necessario essere in possesso dei titoli richiesti dal regolamento delle classi di concorso (DPR 19/16 e dal decreto correttivo e integrativo DM 259/2017) che stabilisce la congruenza tra i titoli di laurea (ed eventualmente, il numero di crediti per gruppi disciplinari da possedere) e le discipline che possono essere insegnate. 

Quali sono le condizioni di lavoro?

Nelle scuole secondarie statali l’insegnante può essere assunto a tempo pieno o a tempo parziale, con la possibilità di completamento dell’orario all’interno dello stesso istituto o in altri istituti (si tratta rispettivamente delle Cattedre Orario Interne e delle Cattedre Orario Esterne). Il tempo pieno corrisponde a 18 ore di insegnamento frontale a settimana. Si consideri tuttavia che il lavoro dell’insegnante non si esaurisce nell’insegnamento in classe, e un tempo almeno uguale serve per la progettazione dei percorsi didattici, la correzione dei compiti, la partecipazione ai consigli (che è obbligatoria) e l’aggiornamento professionale. La disposizione temporale delle lezioni all’interno della settimana è frutto di un lavoro organizzativo, volto a conciliare le esigenze della scuola e della totalità degli insegnanti assegnati alla classe.

Esistono picchi di lavoro nei periodi di consigli di classe (spesso connessi alla redazione delle valutazioni intermedie o di fine periodo). Nel periodo estivo, di sospensione delle lezioni, gli insegnanti sono generalmente impegnati negli esami di terza media o maturità, nei corsi di recupero e negli esami di riparazione e possono essere a disposizione della scuola per attività organizzative.

L’insegnante deve rapportarsi, nel suo lavoro, con una pluralità di soggetti: gli studenti in primo luogo, i colleghi, i genitori, il dirigente scolastico, gli educatori e talvolta il personale specializzato dei servizi sociali o dei servizi sanitari. Da sempre l’insegnante è soggetto a valutazioni continue di carattere informale da parte degli studenti e loro genitori, colleghi e dirigenti, e nel corso degli ultimi anni sono stati introdotti anche strumenti di valutazione formale, alcuni basati sul livello di apprendimento degli allievi (per esempio, le prove Invalsi).

Gli insegnanti delle scuole statali con anzianità di servizio possono aspirare ad accedere a periodi di formazione e ricerca inerenti alle discipline di insegnamento da realizzarsi presso enti di ricerca o università usufruendo di congedi o distaccamenti temporanei. 

Anche per l’insegnante di scuola paritaria il tempo pieno obbligatorio è di 18 ore settimanali. Può essere loro richiesto tuttavia di svolgere fino a 24 ore settimanali. La retribuzione dell’insegnante in un istituto privato è in media inferiore a quella delle scuole statali, anche se vi sono delle scuole che per diminuire il turnover offrono ai docenti incentivi economici che concorrono a salari pari o superiori a quelli percepiti dagli insegnanti che lavorano nelle scuole statali.

Più in generale, nelle scuole private i contratti sono più variegati - spesso caratterizzati da maggiore precarietà, non esistendo l’assunzione in ruolo - e sono disciplinati dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro AGIDAE, ANINSEI.

L’insegnante dei centri ed agenzie di formazione professionale può svolgere invece fino a 26 ore di lezione settimanali ed è soggetto in generale a condizioni di lavoro più svantaggiose rispetto al docente delle scuole statali. Per esempio, non riceve fondi o bonus per la formazione professionale e i corsi di autoaggiornamento deve quindi pagare di tasca propria.

Fino ad oggi è stato frequente il caso di insegnanti che si sono incamminati alla professione di insegnante iniziando con delle supplenze, lavorando perciò con contratti subordinati a tempo determinato per periodi di tempo variabili, a cui si accede, anche se sprovvisti di abilitazione, iscrivendosi alle graduatorie di terza fascia. Stando alle indicazioni del contesto odierno, nel prossimo futuro non sarà più possibile fare nuove iscrizioni alle graduatorie di terza fascia, e solo coloro che sono già iscritti potranno aggiornare il proprio punteggio in base alle supplenze fatte nel triennio precedente (**quanto appena scritto sulla terza fascia è il risultato dello studio della normativa vigente fino a ottobre 2019**). 

Attività e competenze

ATTIVITÀ

COMPETENZE

Progetta i percorsi didattici-educativi

  • tenendo conto delle Indicazioni ministeriali e delle linee elaborate dal collegio d'istituto e docente della scuola,
  • tenendo conto dei bisogni e delle esperienze formative degli allievi,
  • elaborando dei percorsi formativi personalizzati per gli studenti con bisogni speciali (anche in equipe multiprofessionale e multidisciplinare) e per gli studenti in generale al fine di garantire il successo formativo di ogni allievo
  • individuando le metodologie di insegnamento (per esempio, lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, uscite didattiche, ecc.) e le forme di verifica degli apprendimenti più appropriate
  • elaborando o scegliendo i materiali didattici

Gestisce l'andamento del percorso educativo-didattico e delle lezioni

  • coinvolgendo gli studenti per favorire un apprendimento attivo e partecipato
  • prestando attenzione al rispetto dei turni di parola all’interno del gruppo classe
  • organizzando e realizzando uscite didattiche
  • verificando l’apprendimento da parte degli studenti e predisponendo i test necessari ed adeguati
  • correggendo le verifiche scritte a casa e comunicando a ogni allievo i risultati e gli strumenti utili per il miglioramento
  • monitorando l’andamento della carriera scolastica degli studenti durante l’anno e prevedendo e realizzando attività di recupero (anche al di fuori delle ore curriculari assegnate alla cattedra)
  • comunicando con gli allievi e loro genitori i punti di forza e di criticità di apprendimento
  • comunicando e confrontandosi con il collegio docenti e in consiglio sugli andamenti degli allievi

Supporta il benessere degli allievi e monitora il clima di classe

  • vigilando attivamente sull’incolumità degli allievi
  • osservando gli allievi e le dinamiche relazionali interne al gruppo classe
  • elaborando strategie ad hoc per prevenire situazioni disagio per gli allievi
  • elaborando interventi mirati utili a prevenire o interrompere comportamenti autolesionistici o aggressivi degli allievi
  • attivando i servizi necessari a migliorare il benessere degli allievi anche coinvolgendo professionalità che lavorano al di fuori della scuola
  • occupandosi della comminazione di eventuali sanzioni disciplinari

Nell’ambito del progetto didattico-educativo, adempie agli impegni amministrativi e mantiene le relazioni con colleghi o altre figure professionali (per esempio, professionisti dei servizi sociali ed educativi) e genitori degli studenti

  • controllando le presenze degli allievi, attraverso la compilazione del registro di classe
  • compilando un registro elettronico o cartaceo riportandovi il contenuto delle lezioni
  • partecipando ai collegi docenti e consigli di classe
  • scrivendo le schede di valutazione scolastica degli studenti insieme ai colleghi
  • curando i rapporti con i genitori attraverso i ricevimenti
  • elaborando schede e verbali in conformità alle leggi e regolamenti scolastici
  • elaborando progetti educativi o formativi, anche da sottoporre a bandi competitivi di finanziamento locali, nazionali o europei

Quali conoscenze è necessario avere?

Conoscenze specialistiche

  • conoscenza delle discipline di insegnamento
  • metodologie e tecniche didattiche
  • tecnologie per l’educazione strumenti informatici e (audiovisivi) conoscenze multimediali per la didattica
  • tecniche di comunicazione verbale e non verbale
  • pedagogia speciale e didattica dell’inclusione
  • conoscenze di conduzione dei gruppi, con specifico riferimento ai gruppi classe
  • legislazione e normativa scolastica (inclusa sui bisogni educativi speciali)

Conoscenze generali

  • pedagogia
  • psicologia
  • antropologia

Che cosa deve saper fare?

Abilità specialistiche principali

  • Applicare metodologie di pianificazione e progettazione didattica
  • Elaborare programmi didattici e selezionare metodologie adeguate
  • Elaborare ed utilizzare prove di apprendimento per diverse finalità (per esempio, test d’ingresso, prove in itinere e conclusive)
  • Elaborare programmi educativi e formativi personalizzati e differenziati
  • Saper lavorare con classi eterogenee 
  • Utilizzare applicazioni didattiche informatiche e audiovisive
  • Applicare tecniche di osservazione ed ascolto
  • Applicare tecniche di gestione d’aula
  • Utilizzare strumenti e strategie per l’autoaggiornamento e l’autoformazione personale

Abilità generali principali

  • Applicare metodi e tecniche di comunicazione differenziata in base al tipo di interlocutore (per esempio, studente, famiglia, colleghi, dirigenti scolastici)
  • Applicare tecniche di comunicazione verbale e non verbale allo scopo di suscitare l’attenzione degli studenti (per esempio, gestione della voce, della gestualità…)
  • Utilizzare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo
  • Utilizzare tecniche di gestione dei conflitti
  • Applicare tecniche di redazione di report di valutazione di attività
  • Applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte
  • Lavorare in equipe multiprofessionali e multidisciplinari (i professori devono sapersi confrontare per esempio con assistenti sociali, personale medico ed assistenziale delle ASL, educatori territoriali…)

Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare?

Flessibilità-Adattabilità

modificare comportamenti e schemi mentali in funzione delle esigenze del contesto lavorativo, sapersi adattare ai cambiamenti e alle emergenze, lavorare efficacemente in situazioni differenti e/o con diverse persone o gruppi

Orientamento all’innovazione e al cambiamento

essere aperti a idee e approcci nuovi, saper individuare e cogliere le opportunità, non temere l’errore ma piuttosto viverlo come un’occasione di apprendimento e miglioramento

Creatività

ricercare soluzioni originali ed efficaci, approcciare in modo creativo i problemi di lavoro, tentare soluzioni non convenzionali, sviluppare un ambiente favorevole all’innovazione

Orientamento al cliente/utente

anticipare, riconoscere e soddisfare le esigenze del cliente interno/esterno e predisporre soluzioni personalizzate, efficaci e soddisfacenti dal punto di vista della qualità del servizio reso

Affidabilità

mostrare integrità ed essere responsabili di se stessi, agire eticamente, essere irreprensibili, costruire intorno a se un clima di fiducia, ammettere i propri errori, rispettare gli impegni assunti

Propensione all’ascolto e al dialogo

essere disponibili all’ascolto e all’interazione col pubblico

Valorizzazione degli altri

concorrere allo sviluppo delle persone, far emergere le esigenze di crescita dando rilievo alle abilità di ciascuno; favorire l'apprendimento e lo sviluppo a lungo termine con un appropriato livello di analisi dei bisogni, di riflessione, di impegno; facilitare l’assunzione di responsabilità dei collaboratori valorizzandone le potenzialità

Autocontrollo-Gestione dello stress

Autocontrollo-Gestione dello stressmantenere un adeguato controllo emotivo, essere consapevoli dei propri punti di forza e debolezza, dei propri valori e obiettivi, mantenere la concentrazione anche sotto pressione o in situazioni incerte o impreviste

Percorso formativo formale

**Dati i continui aggiornamenti della legislazione sulla scuola e l’insegnamento si consiglia di controllare la normativa vigente. Quanto riportato qui sotto è il risultato dello studio della normativa vigente fino a ottobre 2019**

Percorso formale:

L’abilitazione alla professione è subordinata al superamento di un concorso pubblico nazionale, che dovrebbe essere bandito con cadenza biennale ed indetto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. A seconda dei titoli di studio in proprio possesso, i candidati possono concorrere per diverse classi di concorso, corrispondenti a un insieme di insegnamenti.

L’accesso al concorso ha come requisiti il possesso del titolo di studio previsto per la classe di concorso di riferimento – generalmente una laurea magistrale e un numero minimo di crediti per insegnamenti di specifici settori scientifici-disciplinari – e il possesso di 24 crediti (CFU/CFA) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Le classi di concorso sono attualmente disciplinate dal nuovo regolamento delle classi di concorso DPR 19/16 e dal decreto correttivo e integrativo DM 259/2017: per le classi aggiornate si può consultare https://www.classidiconcorso.it/.

L’accesso al concorso per INSEGNANTE di SOSTEGNO è subordinato alla frequenza di un corso di specializzazione post-laurea per le attività di sostegno. Fino al 2024/2025 i candidati all’insegnamento tecnico-pratico sono esentati dal possesso dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Le prove del concorso variano a seconda che ci si candidi per posti comuni o per posti di sostegno.

I vincitori del concorso sono abilitati alla professione di PROFESSORE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I e II GRADO devono svolgere un periodo di prova annuale presso una scuola. A seguito di valutazione positiva del periodo di prova sono confermati in ruolo nella medesima scuola. Chi è già abilitato alla professione di insegnante può candidarsi per altre classi di concorso in occasione di concorsi successivi.

 

(Norme transitorie)

Precedentemente l’assunzione in ruolo passava attraverso l’iscrizione nelle graduatorie permanenti, poi graduatorie ad esaurimento (GaE), in base alla posizione raggiunta in graduatoria (sulla base dei titoli, degli anni di insegnamento, ecc.). Dal 2008 infatti non e piu possibile iscriversi in queste graduatorie che sono pertanto destinate ad esaurirsi. Per gli insegnanti abilitati prima dell’ultimo concorso l’inserimento in ruolo avviene tuttora in base alla posizione nelle graduatorie ad esaurimento (GaE): il 50% dei posti disponibili in ruolo viene infatti assegnata agli iscritti.

Gli insegnanti non di ruolo possono essere chiamati per supplenze annuali e temporanee: per accedere alle supplenze non è necessario essere iscritti alle graduatorie ad esaurimento, ma è sufficiente l’iscrizione alle graduatorie di istituto che sono distinte in seconda e terza fascia. Nelle graduatorie di seconda fascia sono inclusi solo i docenti abilitati (attraverso la SIS o il TFA), mentre i docenti non abilitati possono accedere solo alle graduatorie di terza fascia che si aggiornano ogni 3 anni in base ai punteggi cumulati attraverso le supplenze. Le graduatorie di istituto attualmente valide sono quelle del trienno 2017-2020 che include gli aspiranti supplenti che hanno fatto domanda di inserimento nel 2017. Non si hanno al momento notizie sulla possibilità che le graduatorie di istituto vengano prossimamente riaperte o se invece si procederà solamente all’aggiornamento dei punteggi di coloro che sono già inclusi nelle graduatorie del 2017-2020.

Percorso formativo consigliato

È necessario scegliere la laurea magistrale considerando la classe di laurea a cui appartiene per verificare che sia inclusa tra i titoli di accesso alla/e classe/i di concorso desiderate. Già durante la laurea triennale e magistrale è consigliabile elaborare dei piani carriera che includano tutti i crediti che sono requisito per l’accesso alla classe di concorso desiderata. In modo simile, è consigliabile acquisire i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (o almeno parte di essi), qualora possibile, già durante gli studi. È tuttavia possibile conseguire i crediti formativi necessari in ogni momento, anche dopo la laurea, iscrivendosi a corsi singoli all’Università (si tenga conto del fatto che l’iscrizione a un corso singolo comporta una spesa variabile a seconda delle Università e del numero di crediti, ma in ogni caso tale spesa è solitamente consistente - sicuramente maggiore al centinaio di euro) o, per quanto riguarda i 24 crediti, ai cosiddetti percorsi PREFIT che sono periodicamente organizzati dagli atenei o dai consorzi di atenei.

Come si sviluppa la carriera?

L’insegnante vincitore del concorso e che ha svolto positivamente il primo anno di prova è confermato in ruolo.

La carriera dell’insegnante di ruolo progredisce da un punto di vista remunerativo attraverso gli scatti di anzianità. È possibile che alcuni istituti prevedano un’integrazione del compenso in relazione all’assunzione di ruoli specifici ed indicati dal collegio docenti.

Una possibilità importante di avanzamento per il PROFESSORE DI SCUOLA SECONDARIA DI I o II GRADO è quella di diventare dirigente scolastico. A questo fine è necessario tuttavia superare un apposito concorso indetto dal Miur. Al concorso per dirigenti scolastici possono accedere solo gli insegnanti che abbiano maturato un’anzianità di servizio effettiva di almeno 5 anni.

Gli insegnanti che hanno maturato almeno 9 anni di anzianità di servizio effettivo possono aspirare ad accedere a concorsi per ispettori scolastici.

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