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Antropologo, Antropologa

L’ANTROPOLOGO CULTURALE studia l’essere umano nelle sue caratteristiche storiche, culturali, linguistiche, sociali, economiche, geografiche ed etnologiche e applica i risultati delle sue analisi in svariati ambiti, evidenziando linee evolutive, strutture sociali, comportamenti, modalità di agire collettivo.

L’ANTROPOLOGO CULTURALE, si occupa anche di mediazione e comunicazione interculturale, di attività di divulgazione scientifica, di progetti socio-sanitari e socio culturali. Studia le reti di relazioni sociali, gli usi e i costumi delle popolazioni, gli schemi di parentela, le ideologie, i sistemi religiosi e le credenze, gli schemi di comportamento, i modi di produzione – consumo - scambio dei beni, le relazioni di potere, i sistemi simbolici e estetici; può realizzare progetti di recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio demo-etno-antropologico, progetti di innovazione produttiva ed economica.

Grande importanza ha per questa area di studi la ricerca etnografica, considerata la base per riflessioni teoriche e comparazioni.

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Quali sono le condizioni di lavoro?

Le condizioni di lavoro possono variare molto a seconda che gli ambiti siano pubblici o privati, a seconda delle dimensioni aziendali e dal fatto che siano profit o non profit.

CENTRI UNIVERSITARI E DI RICERCA, ENTI PUBBLICI

Si tratta perlopiù di ambiti dove sono applicati contratti collettivi nazionali del comparto pubblico e legati alla ricerca. L’accesso alle posizioni professionali avviene di solito tramite concorso o bando.

ASSOCIAZIONI, ONG, COOPERATIVE SOCIALI

Si tratta di posizioni regolate da rapporti con liberi professionisti o tramite contratti temporanei, pur non escludendo posizioni da dipendenti regolati dai CCNL specifici di settore.

SOCIETA’ E SETTORI OPERANTI NEL MARKETING E NEL BUSINESS DEVELOPMENT

In questo ambito le regole variano a seconda della dimensione, della nazionalità dell’organizzazione e del settore di competenza. Talvolta le posizioni sono regolate tramite rapporti con liberi professionisti o tramite contratti temporanei, pur non escludendo posizioni da dipendenti regolati dai CCNL specifici di settore.

 

In tutti i casi l’ANTROPOLOGO CULTURALE è chiamato a collaborare con colleghi e persone di diversa provenienza sia formativa che culturale: l’aspetto relazionale e interdisciplinare è fondamentale. E’ richiesta una ottima propensione all’adattamento ed alla comunicazione con le diversità interculturali.

Fatto salvo il caso dei contratti pubblici che hanno normalmente dei tempi di lavoro regolati, negli altri casi i tempi di lavoro sono fortemente legati alla tipologia di servizi in cui sono impiegati. Le situazioni sono molto differenti a seconda degli ambiti.

Attività e competenze

L’ANTROPOLOGO CULTURALE deve essere in grado di:

ATTIVITA'

COMPETENZE

Elaborazione e gestione di un processo di ricerca

  • pianificare e gestire progetti di ricerca (definire obiettivi, fasi di lavoro, tempi, strumenti, team);
  • studiare  la vita sociale, le relazioni e le espressioni delle diverse culture
  • analizzare fattori, processi e problemi riguardanti il patrimonio culturale
  • comparare i risultati e gli oggetti di ricerca con precedenti ricerche;
  • collaborare alla creazione dei contenuti di banche dati/rapporti specifici;
  • redigere rapporti e pubblicazioni scientifiche concernenti le ricerche realizzate;
  • interloquire con esperti provenienti da altri ambiti professionali e culturali (agronomi, sociologi, economisti, archeologi, biologi, giuristi, psicologi

Gestione di progetti di conservazione, tutela e sviluppo del patrimonio culturale e ambientale

  • impostare e gestire gli aspetti di un progetto di salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale
  • studiare le varie caratteristiche culturali  (linguistiche,  etnologiche, musicali, artistiche…);
  • documentare, fotografare,  filmare individui, gruppi e comunità, raccogliere testimonianze e documentazione;
  • elaborare indicazioni su eventuali azioni di salvaguardia e sviluppo da intraprendere;
  • sviluppare progetti e interventi di promozione del patrimonio culturale, linguistico, ambientale;
  • gestire team di lavoro e collaborare con differenti  professionalità, provenienze formative e culturali

Elaborazione e gestione di progetti di intervento sociale , culturale e sanitario

  • individuare i fattori socio-culturali o sanitari  alla base del problema sul quale intervenire
  • progettare e gestire interventi coerenti con i problemi e le criticità individuate
  • monitorare l’andamento delle azioni e degli interventi progettati;
  • controllare risorse economiche e supervisionare le attività di spesa
  • mediare tra istituzioni e gruppi sociali;
  • gestire team di lavoro e collaborare con differenti  professionalità, provenienze formative e culturali;
  • realizzare azioni di fundraising

Gestione di processi organizzativi, di management development e di marketing

  • analizzare i bisogni dei clienti;
  • applicare tecniche di raccolta ed analisi di dati;
  • elaborare dei modelli interpretativi di comportamento;
  • gestire focus group o interviste;
  • elaborare report di restituzione dei dati;
  • elaborare piani di azioni di miglioramento e di customerizzazione del prodotto

Quali conoscenze è necessario avere?

Conoscenze specialistiche

  • antropologia culturale
  • antropologia sociale
  • etnologia
  • metodologie etnografiche
  • antropologia medica e psicologica,
  • antropologia visiva,
  • antropologia della contemporaneità
  • etno – musicologia
  • antropologia museale
  • geografia areale specifica e relative competenze linguistiche

Conoscenze generali

  • storia
  • geografia
  • due lingue oltre la propria (inglese/ francese/spagnolo e/o una lingua extraeuropea)
  • normative in materia di immigrazione e asilo
  • normative in materia di funzionamento dei servizi al cittadino

Che cosa deve saper fare?

Abilità specialistiche principali

  • applicare tecniche di ricerca etnografica
  • produrre documentazione (scritta, sonora, visiva)

Abilità generali principali

  • applicare tecniche di analisi ed elaborazione dati quantitativi e qualitativi
  • applicare tecniche di scrittura ed elaborazione testi
  • applicare tecniche di progettazione (format nazionali, europei, internazionali)
  • applicare tecniche di monitoraggio risorse e avanzamento lavori di progetto
  • applicare tecniche di team management

Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare?

Collaborazione-Cooperazione

lavorare in modo costruttivo e in sinergia per il raggiungimento degli obiettivi comuni, condividere progetti, informazioni e risorse

Creatività

ricercare soluzioni originali ed efficaci, approcciare in modo creativo i problemi di lavoro, tentare soluzioni non convenzionali, sviluppare un ambiente favorevole all’innovazione

Flessibilità-Adattabilità

modificare comportamenti e schemi mentali in funzione delle esigenze del contesto lavorativo, sapersi adattare ai cambiamenti e alle emergenze, lavorare efficacemente in situazioni differenti e/o con diverse persone o gruppi

Pensiero concettuale

riconoscere modelli astratti o rapporti fra situazioni complesse, definendo problemi anche mediante l’uso di metafore e analogie; ricomporre idee, questioni e osservazioni in concetti; identificare aspetti chiave di situazioni complesse

Propensione all’ascolto e al dialogo

essere disponibili all’ascolto e all’interazione col pubblico

Percorso formativo formale

Non esiste un percorso formale richiesto da normativa di settore.

Percorso formativo consigliato

Per chi si orienta all’ambito della tutela del patrimonio culturale demoetnoantropologico esistono scuole di specializzazione specifiche.

Come si sviluppa la carriera?

Lo sviluppo della carriera è spesso legato all’ambito lavorativo. In generale si passa da primi ruoli di assistenza e partecipazione ai progetti per poi gradualmente acquisire maggiori responsabilità decisionali e spostarsi quindi verso ruoli di progettazione e monitoraggio.

Nel caso di enti pubblici la progressione di carriera è regolata dalle classi concorsuali e dai contratti collettivi nazionali.

Quali norme regolano la professione

La professione non è attualmente regolata.

I professionisti possono costituire/aderire ad associazioni professionali aventi come finalità la valorizzare delle competenze degli associati, il rispetto di regole deontologiche, la promozione e la qualificazione delle attività professionali che rappresentano nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali. Data l’entrata in vigore della legge n° 4 del 14 gennaio 2013 (Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2013, n. 22) che definisce la "professione non organizzata in ordini o collegi", si consiglia di informarsi presso le Associazioni Professionali coerenti con la professione dell’ANTROPOLOGO CULTURALE. Con questa norma, si introduce il principio del libero esercizio della professione intellettuale fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Si consente inoltre al professionista di scegliere in quale forma esercitare la propria professione riconoscendo sia la forma individuale che associata o societaria.

Livello EQF

VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli accademici

Informazioni

www.anuac.it - Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali

www.simbdea.it - Associazione Non Profit che raccoglie i professionisti museali

www.aisea.it - Associazione Italiana per la Scienze EtnoAntropologiche

www.antropologiamedica.it - Società Italiana di Antropologia Medica

www.easaonline.org - European Association of Social Antropologists

www.americananthro.org - American Anthropological Association

www.professioneantropologo.it - Professione Antropologo

Dove lavora? Ambienti e organizzazione

L’ANTROPOLOGO CULTURALE può lavorare in:

Università e enti di ricerca pubblici e privati

Centri di ricerca e laboratori

Musei e centri espositivi, organizzazioni che si occupano di tutela del patrimonio culturale e ambientale

Musei etnografici, Musei culturali, ecomusei ad impatto locale, centri espositivi pubblici e privati

Organizzazioni operanti nell’ambito sociale, sanitario, culturale e giuridico

Centri culturali e interculturali, centri di etno-psichiatria, cooperative sociali, centri di accoglienza e centri aggregativi, Istituti sanitari pubblici e privati

Organizzazioni governative e non governative per la cooperazione allo sviluppo

Grandi Agenzie Internazionali (ONU, UNICEF, FAO, UNESCO, ecc.), ONG, Associazioni nazionali ed internazionali

Societa’ e settori operanti nel marketing e nel business development

Società di consulenza al management e al business, società di marketing, aziende private

UNIVERSITÀ E ENTI DI RICERCA PUBBLICI E PRIVATI

I contesti e le organizzazioni possono essere di diversa tipologia seppur generalmente legate a istituzioni quali le università o gli enti di ricerca pubblici.

MUSEI E CENTRI ESPOSITIVI, ORGANIZZAZIONI CHE SI OCCUPANO DI TUTELA E SALVAGUARDIA AMBIENTALE

Oltre ai musei tradizionali, sono qui incluse esperienze in piccoli musei diffusi a livello territoriale che salvaguardano e sviluppano le realtà locali. L’attenzione è sulla tutela e l’informazione in merito alle culture contemporanee e del passato. Sempre più spesso vi è un intreccio con organizzazioni (piccole e grandi) che si occupano di promozione e sviluppo turistico e del territorio.

ORGANIZZAZIONI OPERANTI NELL’AMBITO SOCIALE, SANITARIO, CULTURALE E GIURIDICO

Enti Pubblici e Privati attivi che operano a favore dei territori locali attraverso interventi socio – sanitari, socio- culturali e interculturali. Nell’ambito dell’Accoglienza Migranti, rifugiati e richiedenti asilo, ad esempio, l'ANTROPOLOGO CULTURALE opera negli sportelli informativi, nei servizi di accoglienza e di accompagnamento all’incontro con i servizi a favore dell’integrazione. In ambito giuridico collaborano al miglioramento delle conoscenze relative alla dimensione interculturale del diritto.

ORGANIZZAZIONI GOVERNATIVE E NON GOVERNATIVE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

L’ANTROPOLOGO CULTURALE può intervenire nello studio e nella lotta alla povertà, al disagio e ad altre problematiche di carattere socio culturale. L’ANTROPOLOGO CULTURALE può inoltre intervenire per la risoluzione di problemi quali la (ri)pianificazione urbana, l’accesso ai servizi socio-sanitari, l’educazione alimentare, la gestione dei processi migratori, l’individuazione di politiche di convivenza, le politiche di integrazione, ecc. (antropologia applicata).

SOCIETA’ E SETTORI OPERANTI NEL MARKETING E NEL BUSINESS DEVELOPMENT

Le teorie e i metodi dell’antropologia possono essere applicati all’analisi e alla risoluzione di problemi organizzativi. Alcune aziende ritengono che il profilo dell’ANTROPOLOGO CULTURALE sia adatto a realizzare attività di ricerca di mercato, di analisi delle caratteristiche dei clienti, dei consumers, dei comportamenti legati all’acquisto.

Ai laureati in Antropologia Culturale e Etnologia è inoltre consentito l’accesso a classi di concorso utili per l'insegnamento di alcune materie (Letterarie, Storia e Filosofia, Scienze umane, Geografia). Per avere un quadro aggiornato si consiglia di consultare il sito del MIUR.

Video

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Statistiche

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