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Professioni

Educatore per la prima infanzia, Educatrice per la prima infanzia

Operatore per l’infanzia, Educatore di nido, Educatore di nido, Assistente di Infanzia, Operatore di ludoteca

L’EDUCATORE PER LA PRIMA INFANZIA è il professionista in grado di svolgere con propria responsabilità attività di educazione e cura di bambini/e nella fascia di età 0-3 anni e di relazionarsi con le loro famiglie. Progetta il contesto per gli apprendimenti e lo sviluppo di bambini/e proponendo un approccio di tipo ludico al fine di promuovere socializzazione, creatività e autonomia. Accoglie nelle strutture genitori e altre figure di riferimento per i bambini/e con i quali instaura una relazione e a cui offre informazioni e attività di formazione relative all’educazione nella prima infanzia.

Si impegna affinché il servizio in cui opera sia un luogo in cui siano rispettati e si esercitino i diritti dei bambini e degli adulti al benessere e all’apprendimento e per svolgere al meglio le sue attività collabora con altre figure professionali in ambito educativo, psicologico e sanitario.

Può lavorare all’interno di diverse tipologie di strutture pubbliche, private o del terzo settore (cooperative) nei servizi per l'infanzia e di sostegno alla genitorialità quali asili nido, baby parking, ludoteche, centri gioco, centri per famiglie e comunità per minori.

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Figure di prossimità

Quali norme regolano la professione

Attualmente in Italia le Regioni hanno il compito di estendere e qualificare il sistema dei servizi per l’infanzia sui singoli territori sostenendone la diffusione e la diversificazione in risposta alla domanda delle famiglie.

Le norme d'accesso di base alla professione nei nidi d'infanzia (servizi per l'infanzia 0-3 anni) sono definite tuttavia a livello nazionale dal Decreto Legislativo 65/17 e dal Decreto Ministeriale 378/18, che stabiliscono i seguenti requisiti: possesso della laurea triennale in Scienze dell'Educazione (L19) con indirizzo specifico (acquisizione dei crediti formativi indicati nell'Allegato B del DM 378/18) o in alternativa possesso della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 cfu (i cui contenuti sono stabiliti dal DM 378/18).

In Piemonte le leggi a cui fare riferimento sono le seguenti, una per ogni tipologia di servizio per l’infanzia ed in ognuna di esse vengono specificati i requisiti – compresi i titoli di studio - per il personale che lavora al loro interno:

Servizio per l’infanzia

Legge regionale

Asilo nido tradizionale

L.R. 3/73 e s.m.i. - CAPO IV Personale. Nota: per le figure professionali citate dalla normativa, ma non più esistenti, si suggerisce di fare riferimento all'elencazione prevista per il servizio di micro nido.

Micro nido

Art. 4 – Allegato A – D.G.R. n. 20/2013

Baby parking (centro di custodia oraria)

Art. 4 – Allegato A – D.G.R. n. 31/2013

Nido in famiglia

Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 48/2004

Sezioni primavera nelle scuole per l’infanzia (ad esclusione delle scuole statali)

Art. 5 - Allegato A - D.G.R. n. 2/2008

Per ulteriori informazioni si veda: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/istruzione/0-6-anni-servizi-contributi/servizi-educativi-per-prima-infanzia

Livello EQF

VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al primo ciclo dei titoli accademici

Dove lavora? Ambienti e organizzazione

L’EDUCATORE PRIMA INFANZIA può lavorare in:

Ambito pubblico

principalmente presso strutture educative quali asili nido, ludoteche e in casi meno frequenti in reparti ospedalieri pediatrici

Ambito privato

asili nido, micro nidi, nidi aziendali, nidi in famiglia, baby parking (centri di custodia oraria), sezioni primavera inserite all’interno di scuole per l’infanzia, centri per bambini e genitori, ludoteche, comunità per minori, comunità per mamme e bambini

In ambito pubblico, come in quello privato esistono pressochè le medesime tipologie di luogo di lavoro.

1. Servizi che prendono in custodia i bambini

asilo nido

luogo in cui si svolge un'attività socio educativa per favorire, in collaborazione con la famiglia, la crescita psicofisica e sociale dei bambini rispettandone l’individualità. I minori vengono affidati al personale dell’asilo nido.

micro nido

servizio rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini
la differenza tra asili nido e micronidi consiste unicamente nella capienza del servizio: nel caso dei micronidi si possono ospitare fino al un massimo di 24 bambini

nido aziendale

asilo nido per bambini fino a 3 anni (eccezionalmente fino ai 6 anni) organizzato solitamente all’interno dell’azienda in locali messi appositamente a disposizione

nido in famiglia

servizio socio-educativo inserito in un contesto ambientale e sociale di tipo familiare

sezioni primavera

servizio socio-educativo, integrativo al servizio di asilo nido, micro-nido e scuola dell'infanzia, riservato a bambini da 2 a 3 anni

baby parking (centro di custodia oraria)

servizio socio-educativo e ricreativo che accoglie minori non in età di scuola dell'obbligo destinato a favorire la socializzazione dei bambini

2. Servizi integrativi

centro per bambini e genitori

servizio in cui vengono realizzate attività ludiche-ricreative nella fascia oraria pomeridiana rivolte a bambini accompagnati da genitori o altri adulti significativi

ludoteca

servizio in cui si realizzano attività ludiche, spesso di proprietà pubblica, gestito da educatori professionisti, educatori del tempo libero, animatori ludici o insegnanti

3. Servizi per il disagio

reparti ospedalieri

sezioni ospedaliere (generalmente pediatriche)

comunità per minori

struttura in cui vengono accolti minori con età inferiore ai 3 anni che presentano disagi psicologici o hanno situazioni familiari difficili

comunità per mamma e bambino

struttura che accoglie gestanti e/o madri con uno o più figli, in difficoltà sotto il profilo delle relazioni familiari, parentali e sociali, oppure in condizioni di disagio psico-sociale.

Lavorare all’estero

L’EDUCATORE PRIMA INFANZIA può inoltre lavorare in altri paesi europei.

Nei Paesi europei la libera circolazione è garantita dalle norme del Decreto Legislativo n. 115 del 1992, successivamente modificato dal Decreto Legislativo n. 277 del 2003. I cittadini italiani che hanno conseguito in Italia un titolo professionale in ambito educativo e vogliono esercitare la professione in un altro Paese comunitario devono presentare domanda di riconoscimento del titolo all’autorità competente del Paese estero.

Quali sono le condizioni di lavoro?

AMBITO PUBBLICO

L’assunzione avviene mediante concorso, il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato. Il contratto collettivo nazionale di riferimento è quello stipulato tra Autonomie locali/Cgil – Cisl - Uil Funzione Pubblica: asili nido e servizi all’infanzia comunali. I singoli enti pubblici possono, inoltre, concordare con i sindacati contratti collettivi integrativi aziendali.

I tempi di lavoro sono strettamente legati all’orario di apertura del servizio presso cui si opera. Negli asili nido si è impegnati indicativamente 6 ore al giorno o alternanza in turni solo diurni e la domenica è libera). Le attività vengono svolte in collaborazione con altre figure professionali, quali il coordinatore pedagogico, ausiliari, cuochi, assistenti di asilo nido, ecc. Solitamente ad ogni EDUCATORE PER LA PRIMA INFANZIA viene affidato un piccolo gruppo di bambini, per i quali rappresenta la figura adulta di riferimento all’interno della struttura.

Negli altri servizi educativi integrativi gli orari possono ridursi nella mattinata e protrarsi nel pomeriggio, ad esempio in alcuni centri per bambini e genitori la chiusura è alle 19.00.

AMBITO PRIVATO

La collocazione lavorativa può essere alle dipendenze o autonoma (in qualità di titolari di un’attività educativa):

  • nel caso dei dipendenti l’assunzione avviene in modo diretto, il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato, l’ingresso può avvenire tramite contratto di apprendistato. Il lavoro si svolge in enti con un’organizzazione e programmi didattici e pedagogici a cui attenersi, le attività possono svilupparsi in collaborazione con colleghi (es. altri educatori per la prima infanzia, coordinatore pedagogico, ausiliari) o in autonomia nel caso del nido in famiglia. Gli orari di lavoro possono essere simili a quelli dell’ambito pubblico (8 ore di lavoro al giorno o alternanza in turni solo diurni, domenica libera) nel caso di servizi che prendono in custodia i bambini. Tuttavia negli ultimi anni le famiglie che si rivolgono alle attività educative private chiedono maggiore flessibilità oraria e la copertura di fasce che solitamente non sono coperte dal servizio pubblico (es. tardo pomeriggio e sera). Se si opera nei servizi per il disagio i turni di lavoro sono simili a quelli degli educatori professionali (alternanza in turni diurni e notturni con disponibilità a lavorare anche nei giorni festivi). Sono vigenti tre diversi contratti di lavoro stipulati tra le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali più rappresentative: CCNL per istituzioni dipendenti dall'autorità ecclesiastica (AGIDAE), CCNL per istituzioni private "laiche" (ANINSEI) e CCNL per quelle aderenti alla Federazione Italiana Scuole Materne (FISM).
  • se si è titolari di un’attività in proprio si è responsabile del servizio educativo e della gestione del personale, degli orari di apertura e chiusura dell’attività e del tempo lavoro aggiuntivo da dedicare alla gestione organizzativa ed amministrativa. Ad esempio ci si relaziona con enti pubblici nel caso di gestione di servizi educativi appaltati, si gestisce il sito internet, si realizzano attività di fund raising, ecc. In questo caso si ha possibilità di scegliere e gestire autonomamente i proprio tempo, il carico di responsabilità dell'intera attività è piuttosto alto, considerando anche il rischio d’impresa.

 

Sia in ambito pubblico che privato le ore di lavoro sono suddivise tra attività frontale e attività collegiale/funzionale/integrativa. Ogni EDUCATORE PER L’INFANZIA segue corsi di formazione continua e si mantiene aggiornato.

Attività e competenze

ATTIVITA'
COMPETENZE

Progettare attività educative, ricreative ed espressive

  • Raccogliere documentazione sull’infanzia (sviluppo del bambino, ecc.) e su iniziative rilevanti per i servizi educativi
  • Leggere e utilizzare in maniera critica i risultati di ricerca, approfondendo gli aspetti attinenti le realtà e i problemi educativi della prima infanzia
  • Progettare un piano educativo generale rispondente alle domande educativo-formative del contesto, volto a favorire l’apprendimento e la socializzazione del bambino in cui includere attività motorie, attività espressive, racconto di fiabe, ecc.
  • Promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro
  • Partecipare a gruppi di lavoro composti da varie tipologie di professionisti (educatori, pedagogisti, psicologi, ecc.)
  • Attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi (in particolare curare il rapporto con la scuola per l’infanzia)

Definire nel dettaglio e organizzare attività educative, ricreative ed espressive

  • Cogliere i bisogni formativi dei bambini, con attenzione alle dimensioni personali e di gruppo, interpretandoli in chiave di progettualità educativo-didattica e di congruente gestione degli interventi, con la valorizzazione delle risorse disponibili
  • Elaborare in gruppo il progetto educativo del servizio organizzando ambiente e attività secondo criteri specifici (ad esempio gruppi di età omogenea)
  • Adeguare spazi e arredi alle esigenze evolutive dei bambini
  • Attrezzare gli spazi specifici per le diverse attività dei bambini prestando particolare attenzione ai momenti del sonno e del pasto
  • Organizzare il calendario delle iniziative (uscite, feste)

Accudire e curare i bambini

  • Curare l’igiene del bambino e educarlo gradualmente alla cura del proprio corpo
  • Curare l’alimentazione del bambino, educarlo all’autonomia nella scelta del cibo, nel rispetto delle abitudini familiari
  • Curare il bambino nella fase preparatoria al sonno e vigilare durante il riposo
  • Accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, genitore e/o medico se necessario

Educare i bambini

  • Accogliere i bambini all’entrata e suddividerli in piccoli gruppi
  • Curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento
  • Osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco
  • Sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando le sue conquiste
  • Favorire la conquista dell’autonomia del bambino
  • Sostenere il percorso di costruzione identitaria del bambino
  • Promuovere il riconoscimento delle emozioni proprie del bambino e di quelle altrui
  • Favorire l’inserimento del bambino nel gruppo
  • Gestire piccoli gruppi di bambini

Monitorare e valutare l’andamento del percorso educativo individuale e di gruppo

  • Mettere a punto strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.)
  • Documentare le attività al fine di promuovere una riflessione collegiale sulla congruenza con gli obiettivi iniziali
  • Verificare periodicamente congruenza tra modalità organizzative e finalità del servizio
  • Verificare periodicamente congruenza tra progetto educativo del nido e le modifiche della domanda

Gestire relazioni con familiari dei bambini

  • Promuovere la partecipazione dei genitori alla progettazione e gestione del servizio (incontri periodici dell’assemblea dei genitori e del comitato di gestione, relazione quotidiana)
  • Offrire e chiedere alla famiglia tutte le informazioni necessarie a favorire l’inserimento del bambino nel nido
  • Informare i genitori sull’andamento delle attività e sui progressi del bambino
  • Concordare con il genitore alimentazione e programmi per l’acquisizione delle autonomie
  • In caso di disagio o sofferenza del bambino sollecitare il genitore a chiedere l’intervento di specialisti e collaborare, seguendo le indicazioni, alla realizzazione di progetti personalizzati
  • Favorire le occasioni di scambio con i genitori sui problemi educativi
  • Informare i genitori sulla rete dei servizi e sul suo funzionamento
  • Organizzare incontri con tecnici e specialisti su temi di interesse generale
  • Fornire materiali e documentazione per l’approfondimento tematico

Quali conoscenze è necessario avere?

Conoscenze specialistiche

Conoscenze pedagogiche e didattiche

  • pedagogia generale (teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e professionali)
  • pedagogia dell’infanzia
  • pedagogia interculturale (interculturalità e gestione delle diversità nella relazione educativa)
  • pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa)
  • teorie e tecniche ludiche e dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco)
  • metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento)

 

Conoscenze psicologiche

  • psicologia della prima infanzia (principali teorie di riferimento dello sviluppo psicologico, costruzione e definizione dell’identità di genere, ,ecc.)
  • psicologia delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare)

 

Conoscenze igienico-sanitarie

  • nipiologia (puericultura)
  • igiene pediatrica, prevenzione e cura delle malattie infantili
  • nozioni di pronto soccorso pediatrico e sicurezza

 

Conoscenze metodologiche e tecniche di progettazione e valutazione

  • tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del contesto educativo)
  • metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di progettazione educativa)
  • tecniche di osservazione del comportamento infantile in ambito educativo sistema di qualità del servizi (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità)
  • teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di riferimento)
  • teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio)

Conoscenze generali

Conoscenze sociologiche

  • sociologia della famiglia (diversità delle forme di famiglia nella società contemporanea in base a classi sociali, genere, etnie)
  • sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio)

 

Conoscenze guridico – normative

  • normativa nazionale e regionale di settore: diritto di famiglia e infanzia
  • legislazione e sistema dei servizi per l’infanzia
  • politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali)

 

Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle relazioni

  • teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e
  • fattori coinvolti)
  • counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali)
  • tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi)
  • teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione)
  • funzioni e ruoli dell’educatore prima infanzia e degli altri operatori sociali

 

Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi

  • procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie)
  • informatica (informazione e sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi, programmi di scrittura e calcolo)
  • elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della privacy)

Che cosa deve saper fare?

Abilità specialistiche principali

Abilità di progettazione

  • utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati
  • scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…)
  • utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla  programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione
  • applicare metodologie di pianificazione e progettazione educativa
  • applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione dei dati raccolti)

 

Abilità igienico-sanitarie

  • applicare tecniche di promozione e prevenzione della salute
  • valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il responsabile, il genitore e/o il medico se necessario
  • applicare tecniche di primo soccorso
  • utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e pannolino)
  • utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi

 

Abilità di rapporto con i bambini e i genitori

  • utilizzare tecniche di gestione del momento dell’accoglienza (presentazione al genitore e al bambino dell’équipe, organizzazione della visita alla struttura…)
  • utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso educativo del bambino
  • utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale
  • applicare tecniche di gestione dei conflitti
  • utilizzare tecniche di animazione in ambito socio-educativo
  • applicare metodologie del gioco
  • applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il gioco, il teatro, la manipolazione)
  • applicare tecniche di educazione espressiva
  • applicare tecniche di educazione motoria
  • applicare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo
  • applicare tecniche di counseling

 

Abilità di valutazione

  • applicare tecniche di documentazione, utilizzando diversi tipi di linguaggi, dei progetti educativi e delle esperienze didattiche in essi realizzati
  • applicare metodologie di monitoraggio e valutazione di interventi educativi
  • applicare diverse tecniche e strumenti di osservazione del comportamento infantile, garantendo rilevazioni di dati valide e attendibili

Abilità generali principali

Abilità di gestione delle informazioni

  • utilizzare tecniche per predisporre e compilare correttamente gli strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.)
  • utilizzare tecniche per realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati
  • utilizzare tecniche per organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse)
  • utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza)

 

Abilità informatiche

  • utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su Internet
  • utilizzare software di elaborazione dei dati (access, excel, ecc.)

 

 

Abilità di organizzazione/gestionali

  • applicare tecniche di analisi organizzativa
  • utilizzare tecniche per adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti
  • utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche formativi) del gruppo di lavoro
  • utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. check list con per assegnazione dei compiti a  sé stessi e ad altri operatori)
  • applicare tecniche di analisi dei costi
  • applicare tecniche di fund raising
  • applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte

Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare?

Autocontrollo-Gestione dello stress

Autocontrollo-Gestione dello stressmantenere un adeguato controllo emotivo, essere consapevoli dei propri punti di forza e debolezza, dei propri valori e obiettivi, mantenere la concentrazione anche sotto pressione o in situazioni incerte o impreviste

Collaborazione-Cooperazione

lavorare in modo costruttivo e in sinergia per il raggiungimento degli obiettivi comuni, condividere progetti, informazioni e risorse

Creatività

ricercare soluzioni originali ed efficaci, approcciare in modo creativo i problemi di lavoro, tentare soluzioni non convenzionali, sviluppare un ambiente favorevole all’innovazione

Orientamento al cliente/utente

anticipare, riconoscere e soddisfare le esigenze del cliente interno/esterno e predisporre soluzioni personalizzate, efficaci e soddisfacenti dal punto di vista della qualità del servizio reso

Propensione all’ascolto e al dialogo

essere disponibili all’ascolto e all’interazione col pubblico

Valorizzazione degli altri

concorrere allo sviluppo delle persone, far emergere le esigenze di crescita dando rilievo alle abilità di ciascuno; favorire l'apprendimento e lo sviluppo a lungo termine con un appropriato livello di analisi dei bisogni, di riflessione, di impegno; facilitare l’assunzione di responsabilità dei collaboratori valorizzandone le potenzialità

Percorso formativo formale

Per esercitare la professione di EDUCATORE PER LA PRIMA INFANZIA attualmente è richiesto il possesso della laurea triennale in Scienze dell'Educazione (L19) con indirizzo specifico (acquisizione dei crediti formativi indicati nell'Allegato B del DM 378/18) o in alternativa possesso della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 cfu (i cui contenuti sono stabiliti dal DM 378/18).

Per iscriversi al Corso di Laurea ad accesso programmato in Scienze dell’Educazione è richiesto il possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e un’adeguata preparazione iniziale nei campi della pedagogia, della psicologia e di cultura generale per superare il test di ammissione.

È preferibile che lo studente che si vuole iscrivere al corso di laurea abbia propensione al contatto umano, buona capacità al lavoro di gruppo, abilità ad analizzare e risolvere i problemi.

Dopo il primo anno propedeutico e comune anche a chi vuole diventare educatore professionale e formatore è necessario scegliere il curriculum Educazione nei nidi e nelle comunità infantili.

Come si sviluppa la carriera?

Dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze dell’Educazione è possibile accedere alla laurea magistrale in Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi. La laurea magistrale prevede due anni di studio che forniscono una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di responsabilità presso strutture educative pubbliche e private: progettazione e programmazione, gestione, coordinamento e valutazione.

Altra possibilità è quella di iscriversi alla laurea magistrale in Scienze Pedagogiche, al fine di specializzarsi in attività di ricerca educativa o coordinare équipe socio-psico-pedagogiche.

Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione è inoltre possibile iscriversi a master di primo livello in ambito pedagogico.

Informazioni

www.grupponidiinfanzia.it  - associazione nazionale di operatori/trici impegnati nell’educazione della prima infanzia

 

www.minori.it – centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza

 

www.reggiochildren.it – centro internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine

 

www.eecera.org – European Early Childhood Education Research Association

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Statistiche

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